Informazioni e aggiornamenti 

Benvenuti nella sezione "Info".

Qui troverete informazioni pratiche essenziali sulle modalità operative e approfondimenti dedicati alla psicologia e alla psicoterapia.

 

Ecco alcuni punti chiave:

Detrazioni fiscali per la psicoterapia

Le spese per le sedute di psicoterapia sono detraibili al 19% come spese sanitarie, senza necessità di prescrizione medica.

Ecco un promemoria rapido per non perdere il beneficio:

  • Tracciabilità: Per ottenere la detrazione, il pagamento deve essere effettuato con metodi tracciabili (bancomat, carta di credito, bonifico), a meno che la prestazione non avvenga in strutture pubbliche o private accreditate con il SSN.
  • Documentazione: È fondamentale conservare la fattura o ricevuta fiscale emessa dallo psicologo o psicoterapeuta, per consegnarla al commercialista.

Privacy e riservatezza

Come psicologo, opero nel rispetto rigoroso del codice deontologico, in particolare degli articoli 11 e 17 che tutelano la tua riservatezza e privacy. Tutte le informazioni condivise durante le sedute sono strettamente confidenziali. La riservatezza non è solo un dovere etico, ma un vincolo legale che protegge l'intimità della persona da qualsiasi interferenza esterna.

 

Consenso informato

Prima di iniziare qualsiasi percorso, è necessario firmare il consenso informato.

Il consenso informato (Art. 24 del Codice Deontologico) non è solo un atto burocratico, ma il fondamento della relazione terapeutica.

Esso include questi elementi essenziali:

  • Trasparenza sulla prestazione: bisogna chiarire le finalità del percorso, le modalità di intervento (frequenza, durata stimata) e i possibili rischi o benefici.
  • Diritto di revoca: il paziente deve sapere che può interrompere il trattamento in qualsiasi momento, senza alcuna penale, esercitando la propria libertà di scelta.
  • Aspetti economici: il preventivo deve essere esplicito, indicando chiaramente il compenso per ogni seduta e le modalità di pagamento.
  • Limiti del segreto: è fondamentale spiegare in anticipo in quali rari casi il segreto professionale può essere derogato (obbligo di referto o denuncia, protezione della vita del paziente o di terzi).
  • Privacy (GDPR): oltre al consenso clinico, va integrata l'informativa sul trattamento dei dati personali e sensibili, specificando come e per quanto tempo verranno conservati.

In sintesi, un buon consenso trasforma il paziente da utente passivo a protagonista consapevole della propria cura.

Psicoterapia e minori

La tutela del benessere del bambino o dell'adolescente è prioritaria, sia pure bilanciando il diritto alla cura con la responsabilità genitoriale.

Ecco gli aspetti cruciali da considerare:

  • Il consenso informato per i minori:  le regole chiave: 1. Entrambe le firme: per i figli minori è indispensabile il consenso di entrambi i genitori, poiché la decisione rientra nella "responsabilità genitoriale" (art. 316 c.c.). Anche in caso di separazione o divorzio, a meno che un giudice non abbia disposto diversamente (es. affido super-esclusivo con potere decisionale sulla salute), entrambi devono autorizzare il percorso. 2. Accordo e Conflitto: se un genitore nega il consenso, lo psicologo non può procedere. In casi di grave necessità per il benessere del minore (casi urgenti), il professionista può suggerire ai genitori di rivolgersi al Giudice Tutelare per ottenere l'autorizzazione necessaria. 
  • Diritto all'ascolto (Art. 31): sebbene la firma spetti ai genitori, lo psicologo ha il dovere deontologico di coinvolgere il minore. La sua opinione e il suo consenso "psicologico" sono fondamentali per l'efficacia del percorso, proporzionalmente alla sua età e maturità.
  • Segretezza verso i genitori: questo è il punto più delicato. Il minore ha diritto a uno spazio privato, ma i genitori hanno il diritto/dovere di essere informati sull'andamento della cura. Lo psicologo deve mediare, concordando fin dall'inizio cosa verrà condiviso con i genitori (es. linee generali, obiettivi raggiunti) e cosa resterà confidenziale (i contenuti specifici delle sedute), a meno di rischi per l'incolumità del minore.

Psicologo, psicoterapeuta e psichiatra: facciamo chiarezza

Spesso si fa confusione queste figura professionali. Comprendere la differenza è fondamentale per orientarsi al meglio nel percorso di supporto psicologico.

 

Chi è lo psicologo?

Lo psicologo è un professionista che, per esercitare, ottiene una laurea in Psicologia, svolge un tirocinio pratico e supera l'Esame di Stato, requisito indispensabile per l'iscrizione all'Albo. Questo iter lo abilita a operare in vari contesti offrendo consulenza, diagnosi e supporto psicologico, ma non gli consente di praticare la psicoterapia.

Chi è lo psichiatra?

La figura dello psichiatra è un medico specializzato nel diagnosticare, trattare e prevenire i disturbi mentali. Grazie alla sua formazione in psicologia e medicina, lo psichiatra è in grado di fornire un supporto clinico prezioso, che può includere terapia, prescrizione di farmaci e interventi psicoeducativi.

Chi è lo psicoterapeuta?

Lo psicoterapeuta può essere uno psicologo o un medico che ha scelto di proseguire la propria formazione e la propria carriera professionale frequentando una scuola di specializzazione quadriennale riconosciuta a livello nazionale. Questa formazione aggiuntiva e specifica permette di intervenire su disturbi psicopatologici attraverso la psicoterapia, cioè un percorso che si svolge prevalentemente attraverso colloqui (individuali, di coppia, familiari o di gruppo, a seconda delle esigenze della persona) mirando a modificare schemi di pensiero, a comprendere e gestire le emozioni e i comportamenti fonte di sofferenza.

Lo psicoterapeuta utilizza tecniche e strumenti altamente qualificati, mirati alla cura e al cambiamento profondo e duraturo nel tempo, 

Perché collaborano?

La collaborazione tra psicoterapeuta e psichiatra è spesso la strategia più efficace per affrontare disturbi complessi, poiché permette un approccio integrato che agisce su più livelli.

Ecco come si dividono i compiti e perché lavorano insieme:

  • Approccio Integrato: Mentre lo psichiatra si occupa di ristabilire l'equilibrio biologico (agendo sui sintomi con i farmaci), lo psicoterapeuta lavora sulle cause psicologiche, sui processi emotivi e sulle dinamiche relazionali.
  • Potenziamento reciproco: La terapia farmacologica può "stabilizzare" il paziente, rendendolo più ricettivo al lavoro introspettivo della psicoterapia.
  • Invio professionale: Spesso è lo psicoterapeuta a suggerire una consulenza psichiatrica se nota che i sintomi (come ansia o depressione grave) impediscono al paziente di progredire nel percorso di dialogo.